Rifugio Madonna delle Nevi
Rifugio Madonna delle Nevi – Mezzoldo, Bergamo
Scoprire e ammirare preziosi
paesaggi naturali e culturali
Escursioni e natura
Un contesto paesaggistico di eccezionale bellezza
Il Rifugio è immerso in un contesto paesaggistico di eccezionale bellezza, attraversato da sentieri alla portata di tutte le gambe. Lungo il cammino non è raro incontrare esemplari della flora e della fauna locale, in particolare marmotte, camosci, caprioli… Impara a conoscerli e a rispettarli. In collaborazione con il rifugio è possibile organizzare escursioni guidate.
Il sentiero delle casere
Difficoltà: facile / Durata: 4 ore
Un anello attorno al Rifugio adatto a tutta la famiglia, alla scoperta di abetaie, pascoli, alpeggi dove ancora oggi si produce il formaggio d’alta quota. Il sentiero tocca diverse casere che costellano la conca del torrente Cavizzola e permette di rientrare al Rifugio da diversi punti del suo percorso. Il sentiero si snoda sui fianchi dei monti Siltri (vetta a 2175 m) e Azzaredo (vetta a 2112 m).
La valle Terzera e le sue "diramazioni"
Difficoltà: facile fino alla Baita Dossello / impegnativo verso San Simone e il Monte Cavallo
Durata: 1 ora fino in Terzera; 1.5 fino alla Baita Dossello
Corrispondente al primo tratto del Sentiero delle Casere, la Valle Terzera è attraversata da un’incantevole gola di rocce, percorse da un ardito ruscello che si anima di piccole cascate. Giunti in cima, si arriva in un bellissimo prato, abitato da una nutrita colonia di marmotte, dove si trova un’antica casera, a 1604 m. Salendo ancora un poco si raggiunge un altro grande prato, dominato dalla Baita Dossello (1760 m). Altrimenti, seguendo il sentiero 115, è possibile raggiungere il Passo di San Simone (2000 m) o addirittura il paese di San Simone (1670 m), oppure, lasciando il 115 al Passo di San Simone e deviando a destra, il Monte Cavallo (2323 m). Oppure ci si può spingere verso Piazzatorre, passando per la località di Malconvento (1310 m), lungo il sentiero 134.
Il sentiero dell’abetaia
Difficoltà: facile / Durata: 1 ora
D’inverno è un anello per lo sci da fondo. D’estate è un comodo e fresco sentiero, all’interno di una suggestiva foresta di abeti, che collega il Rifugio con la località Ponte dell’Acqua, dove si apre il lago artificiale che alimenta una piccola Centrale Idroelettrica (visitabile previo accordo con la Società di Gestione).
Il Passo San Marco e la Via Priula
Difficoltà: facile / Durata: 2 ora
Dal XVI secolo la Via Priula collega Bergamo alla Svizzera. Chilometri di strada lastricata, in buona parte percorribile ancora oggi. Il suo tratto più suggestivo si snoda dal Ponte dell’Acqua (a quota 1300, di fronte al Rifugio) al Passo San Marco, a quota 1992, antico confine tra la Repubblica Veneta e il Ducato di Milano. Oggi collega le Provincie di Bergamo e di Sondrio ed è uno dei valichi più amati dai motociclisti di tutta Europa.
Le trincee della linea Cadorna
Difficoltà: facile / Durata: 1 ora dal Passo San Marco
Durante la Prima Guerra Mondiale il Generale Cadorna aveva previsto una seconda linea difensiva sulle Prealpi Orobie, se l’Austria avesse passato l’Adamello. Ne restano suggestive trincee e i muri di due caserme militari, che è possibile visitare salendo dal Passo San Marco (1992 m) verso il Passo del Verrobbio (2026 m), seguendo il sentiero contrassegnato con il n. 161. Al di là del passo, camminando in discesa ancora per un’ora si raggiunge il Lago di Pescegallo (1862 m).
Il Sentiero “101” delle Orobie Occidentali
Difficoltà: impegnativo / Durata: a seconda del tratto che si vuole percorrere
Appena sopra il Rifugio si intercetta il “101”, il Sentiero che attraversa la creste orobiche, dal Rifugio Benigni (2222 m) al Rifugio Calvi (2025 m). Il sentiero passa per il Passo Salumurano (2017 m) e il Passo Triomen (2200), tra il Monte Valletto (2371 m) e l’Avaro (2088 m), si costeggiano i Laghi del Ponteranica (2105 m), sotto l’omonimo monte (2378 m). Dopo il passaggio per l’antica Cantoniera veneta di Ca’ San Marco (1830 m), si fiancheggia il Monte Fioraro (2431 m), passando per il Passo della Porta (2023 m), per la Forcella Rossa (2055 m), per il Passo di Tartano (2188 m), per il Passo di Porcile (2290 m).
Rifugio Balicco
Difficoltà: medio / Durata: 2 ore (dall'8°tornante)
Dal Rifugio si risale la valle del fiume Brembo costeggiando il lato orografico sinistro fino a quota 1430 m circa: da qui (segnalazioni) si piega a sinistra e si comincia a salire nel bosco. Con percorso a tornanti si arriva alla baita Casù (1624 m) e si continua l’ascesa fino a sbucare fuori dall’abetaia a quota 1800 m circa. Verso destra si sale un costone erboso e si trova poi l’incrocio con il sentiero 124A. Di seguito, attraversando i pascoli, si passa dalla casera Azzaredo (1795 m), si toccano altre baite e si raggiunge il rifugio (2 h).
Il Monte Gambetta
Difficoltà: medio dal basso / facile in quota
Durata: 2 ore dal basso / 1 ora in quota
Proprio di fronte al Rifugio si alza il Monte Gambetta, dal profilo dolce e dalla cima pianeggiante. Lo si raggiunge o salendo dai pressi della Diga al Ponte dell’Acqua, attraverso un sentiero piuttosto ripido e impegnativo (sentiero 135). Oppure, camminando in quota (sentiero 113), dall’altezza del Rifugio San Marco 2000, che si incontra lungo la strada che porta al Passo S. Marco. È facile imbattersi in mucche al pascolo in questa zona, ricca di erbe prelibate. Infatti, sono presenti diverse casére con vendita diretta di squisiti formaggi d’alpeggio.